Tkts (82/83)

Pro­se­guiamo il rac­conto sospeso ormai dal 10 novem­bre e prima che fini­sca l’anno vediamo di andare un po’ avanti, almeno fino alla fine del 1983: un anno chiave per­ché è stato vera­mente l’ultimo che aveva ancora qual­che resi­duo di scin­tilla della bomba punk esplosa nel 1977. Da lì in poi la musica è vera­mente cam­biata, la tec­no­lo­gia ha preso il soprav­vento e anche i con­certi non hanno più avuto la stessa ener­gia e la stessa spon­ta­neità. Non sono stati solo peg­giori dopo, non voglio fare quello che parla di quand’era gio­vane come dell’epoca d’oro e poi più nulla. È che sfo­gliando i biglietti mi sono accorto che quelli degli anni suc­ces­sivi sono spesso solo fuffe o più tri­ste­mente ver­sioni sbia­dite di cose già viste. È inu­tile ricor­dare qui quanto sono stati ter­ri­bili certi anni ’80 per la musica. Il DX7, la Linn (se ascol­tate que­sto capite meglio) e le pet­ti­na­ture hanno nel bene e nel male segnato un epoca.

Joe jackson, Palalido (Milano), 1982


Si rico­min­cia comun­que con il con­certo più ener­ge­tico. Joe Jack­son, sem­pre lui. Era imper­di­bile dopo averlo visto a Lon­dra l’anno prima. E non fu certo delu­dente! Ci andammo tutti, da Varese. Anche la Lorena e il Nuvo­loni. Il con­certo durò molto più del solito: tre ore filate senza mai un calo di ener­gia anche solo momen­ta­neo. Joe Jack­son sudava come mai avevo visto qual­cuno sudare e così magro e alto sem­brava sem­pre sull’orlo di sve­nire. C’era sicu­ra­mente qual­cosa di inu­mano in quello che faceva ma noi era­vamo ancora gio­vani e non bada­vamo certo a quelle cose. Ci inte­res­sava il con­certo e quello ave­vamo. Bello, bellissimo.

Kid Creole and the Coconuts, Palalido (Milano), 1982


Que­sto è un capi­tolo a parte. Dovete sapere che allora andare ai con­certi non era come adesso. A parte i Devo che ave­vano già uno stage pro­get­tato e una serie di coreo­gra­fie pre­cise anche se molto sem­plici, tutti gli altri con­certi erano estre­ma­mente basic. Giu­sto il can­tante, il gruppo e gli ampli­fi­ca­tori. Poi c’era la musica e que­sto bastava. Kid Creole ha cam­biato le regole e le con­se­guenze si vedono ancora oggi dove non si va più a vedere un con­certo ma uno spet­ta­colo. Il suoi con­certi erano musica certo, ma non solo. Allo spet­ta­colo appunto con­tri­bui­vano sce­no­gra­fie com­pli­ca­tis­sime, una serie infi­nita di gag con il per­cus­sio­ni­sta Coati Mundi (Andy Her­nan­dez), inter­mezzi tea­trali fra le can­zoni e bel­lis­sime coreo­gra­fie, tutte merito di Adriana Kaegi, all’epoca moglie di August Dar­nell (Kid Creole).

Descri­vere l’atmosfera è impos­si­bile. La cosa migliore è mostrarvi un video tro­vato su you­tube tratto da un’altra data dello stesso tour, non è come esser stati lì ma rende l’idea.



Ultravox, Palalido (Milano), 1982


Ultimo con­certo di quell’anno del quale con­servi il biglietto. Non erano più gli Ultra­vox! veri, quelli con il punto escla­ma­tivo nel nome, quelli di John Foxx. Erano quelli un po’ sfi­gati che sono seguiti, quelli del noioso e melenso Midge Ure noto anche alle mamme per quello stra­zio di Brea­the, quelli che pia­ce­vano così tanto a Carlo Mas­sa­rini che a Mister Fan­tasy (com’eravamo messi male, che ci toc­cava aspet­tare una set­ti­mana per vedere due clip in croce più una sigla di Ser­gio Caputo…) met­teva quasi solo i loro video. Che erano vera­mente orri­bili. Direte, per­ché ci sei andato? Bella domanda. Pas­siamo oltre: 1983.

King Crimson & Roxy Music, velodromo Vigorelli (Milano), 30 agosto 1983


Qui ci sarebbe da dire qual­cosa sui gruppi spalla. I gruppi spalla sono quelli che si pren­dono i fischi prima che inizi il con­certo, quello vero. Un esem­pio su tutti i Casino Royale e i Pro­zac+ prima degli U2 a Reg­gio Emi­lia nel 1997. Tanti fischi in quel caso (mai abba­stanza). Una volta ogni pas­sag­gio di cometa però accade il mira­colo e il gruppo spalla è meglio del main act. Deve essere un mira­colo vero, però, per­ché non basta che sia meglio, è anche neces­sa­rio che la gente se ne accorga e la cosa non è affatto scon­tata se la gente è impe­gnata in altre fac­cende, come rol­larsi una canna o ubria­carsi di birra.
Quella volta fu ovvio, fra i King Crim­son e i Roxy Music non ci fu gara. I King Crim­son erano in un altra cate­go­ria, anche se pure loro alla fine del secondo periodo d’oro, quello di Red/Discipline/Beat.

E infatti di lì a pochis­simo (alla fine pro­prio di quel tour) Brian Ferry se ne andò por­tan­dosi via la gnocca e lasciando gli altri fra le neb­bie di Avalon.

Kid Creole and the Coconuts, Palalido (Milano), 1983


C’è altro da dire? No. Il con­certo dell’83 è stato bello come quello dell’82, e forse anche migliore. Dal con­certo di Lon­dra dello stesso tour ho tro­vato que­sto video. Asto­ni­shing ancora oggi. Dif­fi­cile pen­sare meglio.




The Style Council, Palalido (Milano), 1983


L’anno si chiude con gli Style Coun­cil. Ed è pro­prio il loro con­certo a fare da spar­tiac­que. Erano il primo gruppo del vero riflusso. Il punk rin­ne­gato e sepolto da Paul Wel­ler, che sarà stato anche quello dei Jam di Going Under­ground ma era ormai nel pieno di You’re The Best Thing. Non neces­sa­ria­mente una cosa peg­giore, all’epoca gli Style Coun­cil ci pia­ce­vano pro­prio tanto, ma cer­ta­mente una cosa diversa. E un segnale defi­ni­tivo della fine di un epoca. Una di quelle che sono dav­vero irripetibili.

(segue…)

No Comments

Leave a Reply

Your email is never shared.Required fields are marked *